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Vendita Diamanti Certificati

Da sempre la pietra più ambita, Il diamante, è una delle tante forme allotropiche in cui può presentarsi il carbonio, in particolare il diamante è costituito da un reticolo cristallino di atomi di carbonio disposti secondo una struttura tetraedrica.
Detto così può sembrare strano ma si, il diamante è semplice e puro carbonio.

I diamanti hanno origine nel mantello della Terra, dove esistono le condizioni di altissima pressione necessarie alla loro formazione. Si pensa che i diamanti ritrovati in superficie provengano da una profondità minima di 150km.
I cristalli vengono portati alla superficie, inglobati in una roccia contenente molta olivina detta kimberlite, grazie ad eruzioni vulcaniche dando origine ai camini diamantiferi dei giacimenti primari.

In natura i diamanti si trovano principalmente in forma ottaedrica, sono semplicemente la forma cristallizzata del carbonio puro.
Il diamante ha bisogno di milioni di anni per la sua formazione e viene considerato per questo un minerale esauribile.I maggiori giacimenti diamantiferi sulla crosta terrestre sono stati per anni il Sudafrica e l'India ma oggi, a causa dell'esaurirsi dei filoni diamantiferi e delle nuove miniere scoperte, il diamante viene estratto anche in altre parti del mondo quali Russia, Canada, Brasile e Australia.
Resta comunque dell'Africa il primato di estrazione mondiale, circa la metà totale, grazie ai grandissimi giacimenti in Botswana, Angola e Congo (Kinshasa).
La società sudafricana DeBeers, con sede a Johannesburg, controlla quasi completamente l'estrazione, la lavorazione e commercializzazione dei diamanti di origine africana. La trasformazione da diamanti grezzi a gemme perfette per la gioielleria è un processo molto difficile e delicato. Il centro mondiale del taglio del diamante è da sempre Anversa in Belgio, dove tuttora lavorano nel Diamantkwartier (quartiere dei diamanti) moltissimi tagliatori lucidatori, tecnici ed è sede dei due istituti europei più prestigiosi la IGI (International Gemological Institute) e la HRD (Hoge Raad voor Diamant).
Recentemente si è imposta a livello mondiale, specie per il taglio di pietre di piccola caratura, la città indiana di Surat.
Altri centri di taglio molto importanti sono Tel Aviv e New York dove ha appunto sede una della maggiori filiali della GIA (Gemological Institute of America).
 
Alcune società, in particolare la De Beers, hanno propri centri di taglio e propri istituti gemmologici IIDGR (International Institute of Diamond Grading & Research).
E' il minerale di origine naturale più duro che si conosca, può mantenere le sue forme e la sua lucidatura superficiale intatta per un lungo periodo di tempo, garantendo così la sua brillantezza.
Può essere indossato quotidianamente perché resiste efficacemente all'usura ed è per questo ampiamente usato nella gioielleria.
Il fascino dei diamanti è complesso perché fonde qualità estetiche, tattili ed emotive in uno scintillante microcosmo di eternità.
Per determinare precisamente la catalogazione e soprattutto il valore di un diamante ci si affida principalmente alle famose "4C", le quattro iniziali in inglese
Colour (colore), Clarity (purezza), Cut (taglio) e Carat (caratura, cioè peso).

Colore (Colour)

E' senza dubbio la caratteristica più evidente e riconoscibile ad occhio nudo, quindi probabilmente la più importante. Le pietre più ambite sono quelle incolore e trasparenti perché permettono alla luce di attraversarle più facilmente così da garantire la migliore lucentezza. Ci sono molte scale di valutazione per determinare il colore di un diamante ma quella globalmente riconosciuta (GIA) è composta da una scala alfabetica che parte dalla D fino alla Z, dove D rappresenta la pietra incolore mentre la Z le pietre tendenti al giallo/marrone.

Gradazioni colore del diamante

Purezza (Clarity)

Altro parametro importante per stabilire il valore di una pietra è la purezza. La caratteristica più apprezzata è l'assenza totale di inclusioni, cioè imperfezioni interne dette anche carboni, visibili ad ingrandimento 10X. La scala di valutazione della purezza universalmente usata è su base alfanumerica:
scala della purezza dei diamanti

Taglio (Cut)

taglio diamanti
Il taglio rappresenta la capacità di una pietra di poter riflettere nel miglior modo la luce, in modo da poter evidenziare al massimo la brillantezza. I fattori determinanti di un taglio sono la forma, il numero e la posizione delle sfaccettature e soprattutto le proporzioni. La combinazione ideale tra questi elementi determina il grado di taglio del diamante che generalmente viene suddiviso in quattro classificazioni: excellent, very good, good, poor. Il taglio del diamante non va confuso con la forma. La forma più comune di taglio del diamante è quella rotonda cosiddetto taglio brillante, composto da 57 sfaccettature che possono divenire 58 con l'aggiunta di quella dell'apice del padiglione (culet) grazie alle quali risulta essere il taglio che offre la maggior lucentezza e "brillantezza" di tutti. La grande diffusione di questo taglio, però, a portato molti ad un equivoco, considerare il diamante ed il brillante la stessa cosa. Il diamante è il minerale, il brillante è la forma del taglio. Il taglio brillante può essere effettuato su qualsiasi tipo di pietra, si può così avere, ad esempio, uno zaffiro o smeraldo taglio brillante.

Caratura (Carat)

Il carato, riferito alle pietre preziose, è l'unità di misura del peso. Esso corrisponde ad un quinto di grammo (0.20 grammi) e viene suddiviso solitamente in centesimi che in gergo tecnico vengono chiamati punti, risulta così un punto = 0.01 ct. Alcuni esempi 25 punti = 0.25 = un quarto di carato; 50 punti = 0.50 ct = mezzo carato; 100 punti = 1 ct = un carato. Il prezzo di un diamante, che viene espresso al carato, è esponenziale quindi a parità delle altre caratteristiche un diamante da 2 carati non costa il doppio di un diamante da 1 carato ma molto di più.

caratura diamanti

Le 4C (colore, purezza, taglio e carato) che abbiamo appena visto rappresentano i fattori base per classificare e valutare una gemma. Ma quando si sceglie una pietra preziosa, occorre analizzare più a fondo non solo le classiche 4C ma anche le altre caratteristiche del diamante. Le tre principali sono:
  1. 1. Simmetria (simmetry)
  2. 2. Finitura o lucidatura (polish)
  3. 3. Fluorescenza (fluorescence)
Altre Caratteristiche

Simmetria (Simmetry)

simmetria dei diamanti

Con simmetria si fa riferimento all'uniformità complessiva del taglio di una pietra, anch'essa viene giudicata da una scala composta da 5 gradi:
EXCELLENT o IDEAL (ecellente), VERY GOOD (Molto buono), GOOD (buono), FAIR (medio), POOR (mediocre). La simmetria incide notevolmente sulla capacità di una pietra di riflettere la luce ed è per questo che incide anche sul valore finale.

Lucidatura (Polish)

Questo è l'ultimo processo che viene effettuato nel taglio di un diamante, nello specifico è il grado di lucidatura della superfici delle sfaccettature.Ovviamente più la lucidatura è eseguita bene, maggiore facilità avrà la luce di attraversare tali superfici.Scala di gradation:
EXCELLENT(excellent), VERY GOOD (molt buono), GOOD (buono), FAIR (medio), POOR (mediocre).

Fluorescenza (Fluo)

fluorescenza dei diamanti

La fluorescenza è un reazione del diamante all'onda lunga ultravioletta, componente essenziale della luce solare. Si tratta principalmente di una reazione luminosa, nella quasi totalità dei casi blu, che ha il diamante quando viene esposto ai raggi ultravioletti (solari). La scala di gradazione di tale effetto è divisa in 5 gradi:
NONE (nulla), FAINT o SLIGHT (debole), MEDIUM (media), STRONG (forte), VERY STRONG (Molto forte). La fluorescenza è percepita visivamente solo nei casi medium, strong e very strong, nonostante ciò la tendenza è quella di avere pietre prive di fluorescenza. Questa è una caratteristiche che incide, pur se in percentuali minime, sul valore del diamante.